Grazie a tutti!

La mostra-evento si poneva una domanda: la collaborazione può cambiare la nostra vita? Dopo 6 giorni e 1000 esperienze condivise, la nostra risposta è forte e chiara: SI!

Per tenerla sempre a mente, abbiamo confezionato un poster in PDF e uno sfondo per il desktop (in 3 formati) con un’infografica che riepiloga tutti i numeri, anche i più strani e curiosi, di Making Together: scaricali ora cliccando sulle icone qui sotto!

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Segui le gallery!

Tantissime foto delle nostre installazioni: stupore tra i partecipanti per il design collaborativo di Making Together!

Guarda come i partecipanti hanno reagito di fronte alla Macchina Logotelica di Andrea Valle, come stanno contribuendo a realizzare il Mandale Chicle di Natascia Fenoglio, come si esplora il Tuft dei Numen / For Use, chi ha partecipato alle missioni dei CriticalCity Upload, chi porta pezzi da aggiungere all’installazione in divenire di Dominic Wilcox e chi impagina la Collaborative Fanzine di Demian  Conrad! E poi l’entusiasmo dei BarCamp di LoveDifference!

Ecco le foto, continueremo a raccoglierle in questi giorni frenetici:

>> http://pinterest.com/makingtogether/

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ARE YOU READY?

Martelli, trapani e aspirapolveri, phones e armoniche, barattoli di latta, radiosveglie, lingue diverse: sono i suoni del design che stanno prendendo forma nel nostro WeSpace!

Tanta adrenalina e passione si riversano in progetti in progress, improntati al “fare collaborativo”.

C’è chi collega vecchi telefoni e armoniche (Andrea Valle), chi esplora un grande ventre rosso (Numen / For Use), chi riempie contenitori con chicles colorate (Natascia Fenoglio), chi va avanti e indietro con caschetti e videocamere digitali (CriticalCity Upload), chi ancora prepara legni, bastoni e sedie per un’installazione virale (Domic Wilcox), chi ancora sta “impaginando” la sua superficie di lavoro (Demian Conrad) e chi il pubblico lo farà parlare nei BarCamp (Love Difference).

E poi ci siamo noi: incuriositi, stregati da una mostra collaborativa, segnata dalla ricerca personale che ciascun performer condividerà con il pubblico.

Poi basta guardar fuori dalla finestra per vedere quanto è indaffarato il popolo del design che anima le vie intorno a Logotel,  nel distretto Ventura Lambrate, cuore pulsante della Milan Design Week e scenario naturale di sperimentazioni, collaborazioni, design e installazioni a finale aperto.

Scendiamo in strada per affrontare tutta la creatività che ci circonda, che ci ispira: superiamo l’esposizione di Ikea, nel nostro stesso building, giusto un piano sotto.

Esploriamo autofficine che cambiano volto, pertugi che si aprono a designer venuti da lontano, palazzi e hangar che ospitano strane creature di legno, metallo e nuovi materiali mai visti.

Giriamo e ci perdiamo e poi ritroviamo una nuova direzione da percorrere. E siamo pronti.

Ventura Lambrate c’è. Noi ci siamo.

Ora, la domanda che resta è: ci sarai anche tu?

Ti aspettiamo.

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IL RUOLO DEL DESIGN

Qual è, secondo te, il ruolo del design nella società contemporanea?

Augusto Pirovano – CriticalCity Upload

Creare il “software” per le relazioni umane.

Matteo Uguzzoni – CriticalCity Upload

Riportare le persone a conoscersi e socializzare e far perdere il concetto di oggetto-feticcio.

Andrea Valle – Macchina Logotelica

Mi ripeterei enunciando un punto di vista che in realtà è generale rispetto alla cultura: creare problemi dove parrebbe che non ce ne siano e così dover arrivare a soluzioni che spostano le demarcazioni assestate.

Demian Conrad – Fanatic Collaborative Magazine

Dovrebbe essere un metodo per risolvere i problemi di varia natura, non solamente generare oggetti o immagini, ma anche processo e senso.

Come dice Roberto Verganti “l’innovazione si fa anche a livello di significato.”

Natascia Fenoglio – Mandala Chicle

Mia nonna Anna negli anni settanta si era comprata una televisione Brionvega angol 11″ disegnato da Zanuso e Sapper…  l’ho trovata nella sua cantina l’anno scorso piena di piccoli adesivi.

Mi piacerebbe che il design  fosse usato e vissuto come mia nonna ha usato il suo piccolo televisore, con normalità.

Maarten Bass, nel suo progetto Smoke, ribalta qualunque convenzione e il concetto di bellezza immutabile nel tempo… mi piacerebbe fosse questo il ruolo del design nella società contemporanea : informale e senza schemi mentali.

Dominic Wilcox – Between your thoughts and mine

Il design è una materia così vasta che è difficile da definire. Rendere la vita più divertente e godibile, questo è un buon inizio.

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IL TUO SPAZIO DI LAVORO

Descrivici il tuo spazio di lavoro…

Augusto Pirovano – CriticalCity Upload
La mia scrivania possibilmente vuota, un bello schermo grande collegato al mio portatile. E poi tante piante e un tavolo da ping-pong.

Matteo Uguzzoni – CriticalCity Upload
Un open space molto divertente, con il tavolo da ping-pong, una buona luminosità, tante persone e una ipotesi di nido per le conference.

Andrea Valle – Macchina Logotelica
Dunque, consta della mia scrivania e della mia cantina. In ogni caso, il tratto comune è la congerie. Ad esempio, sulla scrivania ci sono: un amplificatore Technics recuperato in discarica (perfetto), Vinavil, una bandiera italiana di plastica, fotografie varie, disegni di mia figlia Emma, spray antiossidante, due portatili, pipe e accessori relativi, libri, una sveglia che dovrebbe stare in camera, una cartolina speditami dal grande Edoardo Sanguineti che conservo a mo’ di reliquia, un trilobite Elrathia Kingii del Medio-Cambriano (513-510 milioni di anni fa) etc.
Sorvolo sulla cantina, dove in generale faccio i lavori sporchi e molto rumore.

Demian Conrad – Fanatic Collaborative Magazine
Accogliente come una mamma, e funzionale come un papà.

Natascia Fenoglio – Mandala Chicle
Il mio spazio di lavoro cambia  a seconda di cosa devo produrre, dell’idea che devo realizzare. Solitamente lavoro in luoghi che non mi appartengono ma che mi vengono prestati.

Dominic Wilcox – Between your thoughts and mine
Un luogo con fotografi, designer e creativi.

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LA ROUTINE GIORNALIERA…

Descrivici la tua routine di lavoro giornaliera.

Augusto Pirovano – CriticalCity Upload
Rispondere a tante e-mail, un po’ di burocrazia, riunioni flash con i miei colleghi, programmazione e ping-pong.

Matteo Uguzzoni – CriticalCity Upload
Rispondere alle mail, lavorare lavorare, prendere un thè, vincere a ping-pong (questa è la giornata ideale, normalmente non si gioca a ping-pong).

Andrea Valle – Macchina Logotelica
Non c’è perché cambia molto spesso in funzione dei progetti e delle attività. Alcune volte sto tutto il giorno a scrivere (a leggere mi piacerebbe ma è sempre più difficile), altre sono in università, altre tengo acceso il saldatore.

Demian Conrad – Fanatic Collaborative Magazine
Una bella passeggiata a piedi fino all’atelier, controllo della comunicazione in entrata, discussione progetti con i miei collaboratori, sviluppo idee e grafica, il tutto condito con pizzico d’interruzioni e tanti caffè.

Natascia Fenoglio – Mandala Chicle
Non ho una routine di lavoro giornaliera, solitamente mi muovo tra il laboratorio di pasticceria e casa. Mi piace lavorare per terra quando devo costruire e nel letto quando devo pensare o disegnare.

Dominic Wilcox – Between your thoughts and mine
Non ho una routine quotidiana, diciamo che lavoro fino a tardi la sera pensando e ripensando ai miei progetti.

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LA “COLLABORAZIONE” è…

 Continua il nostro scambio di opinioni con Augusto, Matteo, Andrea, Demian, Natascia and Dominic. Questa volta abbiamo chiesto loro:

Raccontaci un caso di “collaborazione” (anche al di fuori del campo del design) che trovi particolarmente bello o significativo.

Augusto Pirovano – CriticalCity Upload
Uno dei tanti progetti realizzati grazie a kickstarter.com: dall’idea di uno e il desiderio di tanti si può realizzare (quasi) qualunque cosa senza dover aspettare un contratto dall’alto.

Matteo Uguzzoni – CriticalCity Upload
The Occupy Newspaper, bello il modo in cui l’hanno finanziato e bellissimo il prodotto.

Andrea Valle – Macchina Logotelica
Ne citerei due a cui sono molto legato. Il primo è il concetto di “delega autoriale” in Alighiero e Boetti. In molte sue opere Boetti allestisce complessi meccanismi che richiedono per la loro riuscita la collaborazione di molti altri soggetti.  In assenza di questi ultimi, l’opera non esiste. Ad esempio, i disegni dei 50 kilim che compongono il più esteso ciclo della serie “Alternando da uno a cento e viceversa” sono realizzati da gruppi di studenti o da amici e collaboratori di Boetti seguendo il sistema di regole previsto da Boetti. Boetti mantiene perciò una precisa identità autoriale ma allo stesso tempo ha bisogno di altri soggetti. Le loro storie, competenze, idiosincrasie – e di frequente anche i loro errori e imprecisioni – sono inclusi nell’opera.

Il secondo è il concetto di “sistema in feedback” – spesso usato nella musica elettronica – in cui l’output di un sistema rientra come input del sistema stesso.
In particolare, quando l’output  di un componente del sistema rientra come input di un altro componente. Ne derivano dinamiche tecnicamente non lineari e caotiche, che attivano vere e proprie forme di comunicazione emergente tra i componenti del sistema (siano essi oggetti fisici, moduli software, performer umani) che diventano una società senza controllo dall’alto (la famosa banda acefala del neolitico).

Demian Conrad – Fanatic Collaborative Magazine
La tradizione del preparare i biscotti di Natale in famiglia è un bellissimo momento di design collaborativo. Tutta la famiglia si mette a disposizione per progettare e produrre. Il papà pensa alla versione con i kirsch, la nonna a quello morbido facile da masticare, il nipote ne vuole uno che possa addentare in un sol boccone e la mamma sta attenta che i biscotti non brucino nel forno. Una micro linea di produzione fordiana cosparsa di gioia e zucchero a velo.

Natascia Fenoglio – Mandala Chicle
La parte collaborativa è fondamentale e fa parte del mio lavoro, per me è un passaggio obbligato relazionarmi con chi può, attraverso il proprio sapere, darmi gli strumenti necessari a sviluppare, almeno in parte, il mio progetto.

Dominic Wilcox – Between your thoughts and mine
Un duo che canta è un ottimo esempio di come due voci possono insieme creare una terza cosa differente. Le collaborazioni più interessanti sono quelle tra persone che hanno modi completamente differenti di lavorare, cantare, “fare”.

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IL DESIGN COLLABORATIVO E PARTECIPATIVO SECONDO I “NOSTRI” DESIGNER

Make it happen
Abbiamo chiesto ai designer che parteciperanno a Making Together di rispondere a domande sul mondo del design e della collaborazione. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Cosa vuol dire per te “design collaborativo e partecipativo”?

Augusto Pirovano
Design emergente: progettare a metà, in modo che il resto dell’esperienza sia al contempo spontanea ma vada in una certa direzione.

Matteo Uguzzoni
Significa fidarsi degli altri, non pretendere nulla e capire che si è disegnata l’esperienza, quello che esce spesso è un bell’aborto, ma molto più carico di significati e memorie di un qualsiasi oggetto comprato, che i significati se li fa costruire con la pubblicità.

Andrea Valle
Non sono un designer né di professione né di formazione, dunque non ho una visione teorica del problema. Banalmente ma efficacemente, per me vuol dire produrre problemi a partire dall’interazione e imparare dal processo (anch’esso interattivo) di soluzione.
Vuol dire anche tenere insieme inclusivamente a livello progettuale e di realizzazione storie, tecniche e tecnologie eterogenee. È necessariamente una modalità impura.

Demian Conrad
Collaborare è uno dei principi fondamentali della natura, la nostra dicotomia ci porta a pensare che siamo soli e divisi, ed il capitalismo ci porta all’individualismo, ma in realtà il tutto è interconnesso.
Il design collaborativo riporta l’attenzione sulla mente collettiva, ad un processo a più mani, in antitesi con il modello rinascimentale.

Natascia Fenoglio
Condividere un’idea con qualcuno che potrebbe renderla completamente diversa da come te la immaginavi.

Dominic Wilcox
Le persone uniscono i loro pensieri per creare qualcosa di più grande dell’idea originale.

Stay tuned! Nei prossimi giorni continueremo a conoscere meglio Augusto, Matteo, Andrea, Demian, Natascia, Dominic.

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Siamo online!

Making TogetherMancano 2 mesi all’inaugurazione di Making Together: tornate presto a trovarci per tutti gli aggiornamenti e le anticipazioni sulla mostra, l’evento e le iniziative collaterali.

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Make Together!

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